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L'obiettivo è ambizioso: fotografare il frammento di ceramica trovato, inviare le proprie coordinate a un grande archivio, attivare il sistema di riconoscimento automatico dell'oggetto, ottenere una risposta con tutte le informazioni utili collegate e, infine, archiviare i dati del singolo reperto su un database che permette di condividere on-line ogni nuova scoperta.
Questo  è il progetto ArchAIDE ideato e coordinato dal Laboratorio MAPPA del dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell'Università di Pisa e a cui partecipano il Visual Computing Lab di Cnr-ISTI e l'impresa pisana Inera accanto ad una serie di partner internazionali tedeschi, britannici, israeliani e spagnoli.

ArchAIDE sarà finanziato dalla Comunità Europea grazie al programma di ricerca Horizon 2020.
Il fine del progetto è riuscire a realizzare una app e un data base globale in grado di rivoluzionare la pratica dell'archeologia.
La App sarà testata direttamente sul campo e in diversi Paesi europei, grazie alla partecipazione diretta di archeologici professionisti che daranno una serie di feedback sul prodotto fino al rilascio della versione definitiva previsto per i primi mesi del 2019.
Obiettivo collaterale del progetto sarà inoltre quello di realizzare una versione "kids" ed educational che permetterà anche ai più piccoli di approcciarsi al mondo dell'archeologia e alle storie che i reperti ceramici possono raccontare, imparando in modo facile e divertente.

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