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La “Carta nazionale delle professioni museali”

Quali sono le opportunità di lavoro nei musei? Iniziamo con una nota negativa: al momento non esiste un quadro normativo nazionale che riconosce le singole figure professionali infatti, nonostante le discussioni in Parlamento, nessuna proposta di Legge è mai stata approvata. A questo si aggiunge il fatto che per le professioni museali non esiste un albo come per altre categorie (es. architetti).
Tale carenza normativa è molto sentita all’interno del mondo dei musei, dunque nel 2006 la “Conferenza permanente delle associazioni museali” ha emanato la “Carta nazionale delle professioni museali”: si tratta di un documento che non ha valore di Legge ma fornisce utili linee guida a cui ispirarsi per regolare il settore dal punto di vista professionale.

La Carta, consultabile sul sito web di ICOM Italia, divide le professioni museali in quattro grandi aree:

  • Ricerca, cura e gestione delle collezioni
  • Servizi e rapporti con il pubblico
  • Amministrativo, finanziario, gestionale e delle relazioni pubbliche
  • Strutture e sicurezza


Per ciascun ambito vengono descritte le figure professionali essenziali con i relativi requisiti: le opportunità di lavoro strettamente legate al campo dei Beni Culturali riguardano principalmente le prime due aree, infatti vi troviamo queste posizioni lavorative:

  • Conservatore
  • Catalogatore
  • Registrar (una figura poco conosciuta: per approfondire leggi qui)
  • Restauratore
  • Assistente addetto alle collezioni
  • Responsabile dei servizi educativi
  • Educatore museale
  • Coordinatore dei servizi di accoglienza e custodia
  • Operatore dei servizi di accoglienza e custodia
  • Responsabile dei servizi di documentazione
  • Responsabile della biblioteca


Il percorso formativo per lavorare nei musei non è specifico infatti, in base alla figura professionale richiesta, è necessaria una laurea triennale o magistrale in Storia dell’Arte, Conservazione dei Beni Culturali, Archivistica o affini. Per ottenere una preparazione più approfondita esistono Master in museologia che costituiscono un buon punto di partenza per svolgere esperienze di tirocinio o stage direttamente nei musei.

Ciononostante lavorare stabilmente all’interno di un museo non è semplice: circa il 60% dei musei italiani sono gestiti dalle pubbliche amministrazioni, dunque per essere assunti è necessario superare concorsi pubblici che purtroppo sono rari: gli intervalli di tempo tra un bando di concorso e l’altro si misurano in anni. Questa causa forti carenze nell’organico del personale, dunque è in costante aumento il ricorso a professionisti esterni che lavorano con contratti temporanei (consulenza, progetto ecc.). Un discorso simile vale anche per i musei privati o ecclesiastici: molti servizi, come ad esempio la didattica museale, vengono assegnate a enti privati esterni come cooperative o imprese che forniscono servizi museali.

Per questa ragione se desiderate lavorare in un museo può essere utile seguire una duplice strada: da un lato inviare il Curriculum direttamente ai musei e contemporaneamente contattare anche cooperative e imprese di servizi per i Beni Culturali. Qui trovate un catalogo nazionale dove iniziare le ricerche…

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